Il Prato nel Piatto – Fragolatè


Fragolaté


Oggi mentre facevo la mia solita passeggiata mattutina la mia attenzione è stata catturata dalle piccole foglie di fragolina di bosco. Piccole, perfette, seghettate, composte, attraenti.. La loro bellezza mi ha rammentato un infuso che mi è stato insegnato parecchi anni fa da una “donna medicina” che aveva l’abitudine di vagare pei boschi. Lei usava fare una bevanda che chiamava Fragolatè  e la utilizzava per rinfrescarsi d’estate. Mi raccontava che visto che la pianta in estate aveva già prodotto i suoi dolci frutti ora era pronta a lasciare le sue ultime energie a noi umani in vista dell’ inverno, tempo di riposo e rigenerazione per il mondo verde.
Il nome della fragolina fa riferimento alla sua fragranza. Ora ve la racconto un po’. La Fragola di bosco (Fragaria vesca L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Per cominciare a comprendere i grandi gruppi delle piante pensate alle affinità. Le rosacee hanno la particolarità di avere fiori a cinque petali, difatti i suoi piccoli fiorellini sono simili a quelli del biancospino, anche se più piccini a quelli della rosa canina, del mandorlo, del pruno, del melo, del pero, del cotogno, del pesco, del ciliegio, tutte piante appartenenti alla stessa grande family .
La Fragola di bosco cresce bene in luoghi freschi e poco soleggiati. La pianta si sviluppa spontanea soprattutto nel sottobosco e nelle scarpate di montagna nascosta nel fresco delle zone boscose e la tradizione la vede spesso associata al mondo fantastico delle fate e degli gnomi. Io la trovo l’ennesimo grande dono di Madre Natura e ogni volta la ringrazio per la sua abbondanza, per la sua bellezza e per la sua generosità. È una grande gioia per me fare la mia solita passeggiata mattutina e ad ogni stagione cogliere frutti diversi. Ogni stagione mi dona una gioia. A maggio cominciano a sorridere i primi fiorellini bianchi, e già mi pregusto i piccoli frutticini rossi che spunteranno copiosi. Fra fine maggio e inizio giugno poter godere della dolcezza delle piccole fragoline che incontro lungo il mio cammino è meraviglioso, le fragoline sono buonissimissime. Durano molto poco, ma quando finisce la stagione dei frutti posso cominciar a pensare di utilizzarne le foglioline.

Le foglioline di fragola sono molto belle e mi piace il pensiero di utilizzarle per fare una bibita rinfrescante. A volte utilizzo anche foglie di lampone o di rovo.

Raramente adopero il tè, semplicemente perché viene da lontano e preferisco utilizzare erbe di cui conosco la provenienza e so dove sono cresciute. È bello utilizzare le erbe spontanee per preparare bevande fresche, esse sono meravigliose amiche in cucina e nelle necessità quotidiane. 
Vanno utilizzate esattamente come fareste per prepararvi un tè. 
Così, ad agosto inoltrato, son qui a scrivere di questo meraviglioso infuso di foglie di fragola che ho scoperto che non solo dona piacere al palato se consumato fresco, ma depura l’organismo dagli acidi urici, e dio solo sa quando ce ne sia bisogno visto la vita che conduciamo. È un delizioso infuso rinfrescante e benefico, è un vero e proprio concentrato ricco di vitamine e di antiossidanti, buon astringente e ottimo diuretico, e si rivela utile in caso di infiammazioni del cavo orale, di afte o di lesioni della bocca. Grazie alla sua ricchezza di tannini e polifenoli aiuta anche in caso di dissenteria ed è efficace nell’eliminazione dei calcoli renali.
La fragola in fitoterapia è usata in toto. Si usano le foglie, le radici ed il frutto per le loro proprietà diuretiche e depurative. Il frutto vi consiglio di cercarlo spontaneo nei boschi e di acquistare solo le fragole bio da un coltivatore di vostra fiducia. Le fragole sono vere e proprie spugne, assorbono la qualunque dal terreno che le vede crescere, continuate a seguirmi, prima o poi scriverò di loro.
Le foglie di fragola, essendo degli ottimi astringenti, possono essere utilizzate come impacco per favorire la cicatrizzazione in caso di ferite, piaghe e ulcere. Si raccolgono delle foglie fresche di fragola, si puliscono per bene, e si stendono su di una garza da applicare sulle zone doloranti.
Sono molto legata ai riti che si compiono in occasione di San Giovanni, rituali antichi che rammentavano all’uomo il forte legame con Madre Terra e Padre Cielo.
Comprendete quindi la mia gioia nello scoprire che anche la fragola possiede virtù magiche, in particolare per evitare il morso dei serpenti. Si tramanda che si devono raccogliere foglie di fragola durante la notte di S. Giovanni mentre si colgono le altre piante. Una volta essiccate occorre confezionare con esse una cintura. Nessuna serpe oserà avvicinare chiunque indossa la cintura. Che spettacolo le leggende!

Detto ciò, le trovo così prodigiose che vi suggerisco di utilizzarle anche per arricchire insalate, risotti e zuppe, senza esagerare, il loro sapore non è goloso come quello dei piccoli frutti rossi.
Se cercate notizie sulla fragola di bosco, vi accorgerete che viene elogiata da molte fonti. È citata nella Bibbia, nei poemi, nelle favole mitologiche e nei più antichi trattati di medicina e botanica. È una star. Piccola, umile, silente, ma portentosa.
Quando è tempo di fragole, maggio, possiamo essiccare un po’ di fragole fresche tagliandole a fette e mettendole nell’essiccatore. Una volta essiccate vanno gelosamente conservate in dispensa, sono una vera delizia, io le nascondo a me stessa per quanto sono buone. Previa essicazione le fragole sono meravigliose, il loro sapore differisce da quando sono fresche, sono prelibate e possono donarci un vero tocco di dolcezza fuori stagione. Per arricchire il nostro tè e donargli un aroma ancora più delicato e rinfrescante, possiamo accompagnarlo con qualche fogliolina di menta o alcune “sfogliatine” di fragola essiccata. Il nostro fragolatè sarà strepitoso.
Madre Natura si prende cura di noi con la sua bellezza e la sua ricchezza, ricambiamo prestandole attenzione e cura, ciò benedirà noi e Lei.
                                                         

Bene, siam giunti alla fine,                

“stretta è la foglia, larga è la via, 
dite la vostra che io ho detto la mia” . 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte, Beatrice Calia l’erbana
 

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