Al ristorante Bandini, di Castel San Pietro Terme, un percorso gastronomico tra memoria e sperimentazione

Intrattenimento gastronomico è questo che si legge sulla copertina de menù del Ristorante Bandini ed è preludio di qualcosa di intrigante.
Poi lo si sfoglia e si comprende il significato della sua cucina simbiotica.
C’è infatti simbiosi nel percorso che lo chef Roberto Bandini propone nei tre menù degustazione Suggestione da 4 portate, Liberamente da sei e D’istinto da otto.
«Definisco la mia cucina “simbiotica” perché seguo un approccio che unisce cibo, corpo e natura, fondato su sostenibilità, equilibrio e rispetto del ritmo stagionale.”
Questo concetto si concretizza nei piatti di Icone d’autunno con diverse proposte interessanti tra cui Triglia all’Amatriciana con guanciale, salsa di pecorino e datterini canditi, Anguilla laccata alla birra, cavolfiore e melassa di cipolla, Petto d’anatra rosolato al miele, zucca e liquirizia, Calamaro, puntarelle e pompelmo e lo speciale veg Sedano rapa arrostiti, pinoli, topinambur, erbe aromatiche.

E’ la materia prima insieme alla creatività a guidare la mano dello chef, così la ricetta si modifica, cambia e si evolve in una sperimentazione continua alla ricerca della perfezione.
Un viaggio sorprendente tra sapori e ricordi.
Anche nel menù Dicembre c’è alternanza tra mare e terra, con il Calamaro puntarelle, pompelmo e limone nero e i Cappelletti alle castagne con brodo di verza e sogliola.

Bavarese allo squacquerone, radicchio tardivo caramellato e piadine caramellate – Ph©DoppioQuarto
Ed ecco che il passato ritorna con il dolce non dolce dedicato al nonno, la Bavarese allo squacquerone, radicchio tardivo caramellato con mini piadine caramellate…
Una nota che caratterizza molti dei piatti di Bandini è un tocco leggero di affumicato, o di tostatura, un ricordo legato alla stufa di campagna.

C’è una cura particolare anche nella scelta degli oli e dei panificati artigianali che accompagnano il pasto,retaggio anche questo del passato professionale di Roberto, che ha avuto anche un panificio.
Il forte legame con le sue radici si palesa già nella scelta dei colori del locale: il verde alle pareti, l’oro dei lampadari moderni, l’arancio del divanetto, oasi di relax, sono i colori delle foreste casentinesi che hanno visto lo chef crescere nel podere del bis nonno, tra campagna e cucina.
La modernità del bancone all’ingresso invita all’Aperitivo Randagio, in cui i cocktail classici e contemporanei sono accompagnati dai “Generi di conforto” ideati dallo chef.
Una vecchia vetrinetta custodisce un antico manuale di cucina del 1890
“Cucina italiana moderna” regalo del bisnonno sarà stato profetico ?…