La sfida nazionale è dedicata alla reinterpretazione del drink Fellini, il primo a base di Aceto Balsamico IGP di Modena, ideato da Peppe Doria

Nella sede dell’Acetaia del Duca di Spilamberto (Mo) si è svolta la prima competizione di mixology intitolata al Fellini, il drink che parla italiano nel mondo.
Ideato da Peppe Doria, bartender del Volare di Bologna, il Fellini rappresenta una nuova tendenza dell’aperitivo legato alla tradizione italiana.
Il successo ottenuto dal cocktail, ha portato all’ideazione di una competizione che lasciasse spazio alla creatività dei bartender nella realizzazione di altri drink, ma con un unico comun denominatore, l’ ”oro nero”.
Pochi ingredienti semplici tra cui il protagonista è l’aceto balsamico e l’essere facilmente replicabile erano le caratteristiche richieste.
Cinque concorrenti, selezionati su trenta, si sono sfidati a colpi di shaker nella reinterpretazione del Fellini.
Ha vinto Elis Carriero, bartender di Casa Azzoguidi di Bologna, con il suo “Shakerato senza Mani”.
La ricetta
– 60 ml di Select
– 15 ml di Aceto balsamico di Modena IGP “1891” del Duca
– 3 dash Secret Mix (Soluzione salina, Orange Bitter, Amaro Montenegro, Gin, in parti uguali)
– 2 dash Foamer
L’ispirazione
Il drink reinterpreta, attraverso una lente territoriale, l’anima di un aperitivo classico milanese, alla profondità della tradizione modenese. L’obiettivo è creare un ponte sensoriale tra la nota bitter del Select e la complessità acido-dolce del balsamico, dando vita a un profilo aromatico balsamico e vibrante, ideale per l’apertura del pasto. La vera innovazione risiede nel metodo di preparazione con la tecnica del Flash Blend con 4/5 cubetti di ghiaccio interi. Il movimento ultra-rapido delle lame non si limita a miscelare, ma ingloba aria, ossigenando il drink e creando una texture setosa e vellutata, impossibile da ottenere con una shakerata tradizionale. Le lame lavorano il ghiaccio in modo da garantire il perfetto grado di diluizione e una temperatura glaciale immediata. Concept “Hands-Free”: Una provocazione tecnica che elimina l’uso manuale dello shaker per affidarsi alla precisione meccanica, elevando la costanza e la qualità della bevuta. Servito double strain in coppetta cocktail.

In gara Alessandro Bono (Barrier, Bergamo) cui è andata la menzione d’onore, Carlotta Cavadore (Strucci per Cassina, Milano), Gian Maria Ciardulli (Donna di Cuori, Marina di Cecina – LI) e Robin Macleod (Rasputin, Firenze)