Grande successo di pubblico alla manifestazione 2026 che si è svolta in concomitanza con SANA Food

SLOW WINE FAIR e SANA Food insieme, per l’appuntamento dedicato all’Horeca e al risto-retail con i produttori di vino, specialità artigianali biologiche, biodinamiche, veg e certificate DOP, IGP, STG.
Il vino giusto è stato il tema della manifestazione organizzata da Bologna Fiere con la direzione artistica di Slow Food.
Oltre che buono e pulito, il vino è giusto quando per realizzarlo non si sfruttano le maestranze e il terreno, offre lavoro, inclusione e dignità da condividere.
Dal 22 al 24 febbraio all’interno della manifestazione si sono svolti 97 eventi, tra cui 14 masterclass e una sessantina di degustazioni comprese quelle nel Mixology Lab. Quattro grandi appuntamenti e decine di incontri e presentazioni, fatte anche fuori dal contesto fieristico.
Tra le degustazioni da segnalare il Consorzio Valtènesi e La Contralta.
Nella prima sono stati presentati i vini di tre degli 80 produttori di Groppello tesino, vino identitario della sponda bresciana del lago di Garda.
Chiamato il Rosa è un vino dalle molteplici sfumature di colore dal rose tenue al rosa intenso, al gusto sapido, fine e da secco ad abboccato secondo la vinificazione.
I calici delle cantine Marangona, Tenute de Garda e Zatti sono stati accompagnati da petto d’oca affumicato, reale di cavallo, petto d’oca affumicato e violino di capra.

Dalla Sardegna, più settentrionale, nella zona di Palau, La Contralta, una giovane cantina, ha presentato le sue eccellenze . Due poderi dove, nel rispetto della natura, si coltivano in biologico le vigne che donano Vermentino, Carignano e Cannonau. Otto i loro vini, tra cui un Vermentino passito ottenuto con la raccolta manuale solo a fine settembre. La lunga esposizione al sole gli conferisce un colore dorato dai riflessi ambrati con note dolci e sapide ben bilanciate.
Ma è L’isola dei Nuraghi la grande sfida della cantina. Un Vermentino in purezza assolutamente privo di solfiti, ottenuto con due fermentazioni e un lungo affinamento.

A Sana Food due scoperte interessanti il Monte Veronese, formaggio delle malghe dei monti Lessini in Veneto e quelli della Masserie Amodio, in Puglia. Il Monte Veronese ha due tipologie che si differenziano per la lavorazione, quello a latte intero e quello d’allevo . Quest’ultimo oltre ad essere oramai una rarità perché a produrlo è rimasta una sola malga, ha una stagionatura minima di tre mesi che gli conferisce un sapore marcato e deciso ed un colore giallo paglierino.

Nell’Agro di Mottola, entroterra tarantino, le masserie Lemarangi e Tamburello sono oggi Amodio e nel rispetto della tradizione pugliese producono olio, vino, carni, formaggi e verdure.