Anima Reatina dove ritrovare autenticità (1)

Alla riscoperta della vera Anima reatina…

Le distese azzurre e le verdi terre, le discese ardite e le risalite … chissà se quando Lucio Battisti cantava questa canzone ripensava alla sua terra, lui che a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, ci era nato.
In questa zona del Lazio, crocevia tra Umbria e Abruzzo, attraversata dalla Via Salaria, l’antica consolare che da Roma giunge a Martinsicuro (in provincia di Teramo), il paesaggio è davvero mozzafiato. La provincia è segnata da cinque valli, quella del Turano, dell’Olio, del Velino, del Salto e la Valle Santa Reatina nelle quali risplendono le acque di fiume e laghi, per quello che viene considerato il più grande bacino idrico d’Europa. Grazie a questa ricchezza idrica quello che colpisce di questi luoghi, è proprio il verde di una natura rigogliosa e incontaminata ed il cielo terso, che è considerato uno dei più belli d’Italia. Per questo qui è l’occasione per vivere un’esperienza notturna indimenticabile; ammirare la volta celeste guidati da esperti. Non solo gli appassionati di astronomia, ma anche chi è alla sua prima volta si può affidare a Astronomitaly, l’associazione fondata da Fabrizio Marra, e la serata sarà speciale.

Labro veduta sul lago Pediluco

Il nostro viaggio alla scoperta della provincia reatina parte da Labro, piccolo comune di 400 abitanti di cui solo un decimo sono residenti, che è stato mirabilmente restaurato negli anni ‘60 e ad oggi conserva intatte le sue origini medievali. Qui dai suoi 600 metri di altitudine si ammira il lago Piediluco e, dopo una passeggiata tra i vicoli, è possibile visitare il Castello Nobili Vitelleschi che domina la vallata.

castello Nobili Vitelleschi interno

castello Nobili Vitelleschi - lo stemma

castello Nobili Vitelleschi archivio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’antico incastellamento costruito tra il IX e X secolo è tuttora abitato dalle discendenti della famiglia nobiliare Giacinta e Francesca che accolgono amabilmente i turisti per una visita guidata alle stanze ed al prezioso archivio dove sono custoditi documenti che risalgono fino all’anno mille. Qui si può per soggiornare qualche notte al piano più alto, dove la vista ala valle è qualcosa di speciale, o nella casa adiacente accogliente e ricca di ricordi del passato.

Ristorante Radici ingresso

E dopo un tuffo nel passato e aver ammirato il paesaggio a Labro è possibile assaporare le cucina locale al ristorante, ricavato sotto al Castello. Radici è il ristorante bistrot dove Marco Mattetti, chef patron e la moglie Michela hanno deciso offrire agli avventori piatti che trovano nella tradizione i sapori più autentici. Salumi fatti dal norcino di fiducia e formaggi locali fanno parte di un menù di cui abbiamo assaggiato alcune portate davvero speciali. La pasta è fatta in casa da mamma Margherita e ci piace ricordare tra le specialità, il creme caramel di pecorino con culatello di pecora, il risotto alle erbe spontanee mantecato con brie di pecora e limone e i cappellacci ai carciofi con zabaione salato e guanciale croccante.

 Radici creme

Radici Cappellacci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma Radici è anche un progetto sociale, un ‘ accademia in cui persone affette da disabilità e/o fragilità sociale possono imparare l’alta cucina.E’ grazie ad Anima Reatina, progetto di promozione turistica territoriale, che questo racconto è stato reso possibile. Anima Reatina è una grande associazione è riunisce 40 comuni della provincia di Rieti e circa 150 tra imprenditori e associazioni private, che ha come obiettivo di far conoscere luoghi meno noti di questa parte del Lazio.

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