Miglionico e Ferrandina, pochi chilometri per scoprire due borghi rurali

Da Matera, in una ventina di chilometri si arriva Miglionico, famoso per il Castello detto del Malconsiglio. Tra le sue mura è stata ricreata in forma interattiva la famosa leggenda della “Congiura dei Baroni” avvenuta nel 1485. Alla grande tavolata che riproduce il famoso incontro ci si può accomodare ed essere partecipi del convivio, ascoltando la narrazione del tranello teso da re Ferdinando d’Aragona ai feudatari: furono invitati in segno di pace ma in realtà era uno escamotage per giustiziarli.
A rendere Miglionico una meta di attrazione è anche il Polittico, la grande Pala del pittore veneto Cima da Conegliano, nella navata di destra della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Da non perdere pure il Crocifisso ligneo, opera di Padre Umile Pintorno da Petralia. Colpisce l’espressione del volto che cambia a seconda del lato da cui si guarda, sofferente o rassegnato.

Ma questa è anche la terra di produzione dei fichi, frutto estivo che diventa protagonista di marmellate, dolci, sciroppi. L’azienda agricola Amati li trasforma in diversi modi e vengono organizzati momenti di degustazione. Li troviamo confezionati semplicemente secchi, imbottiti di mandorle, sciroppati e come ripieno dei biscotti.

Proseguendo si raggiunge Ferrandina, il borgo lucano sorto alla fine del ’400 grazie a Federico d’Aragona che lo chiamò così per onorare il padre Ferrante.
Noto per le distese di ulivi di varietà Majatica, che regalano un olio molto pregiato, e la sua storia è strettamente connessa alla sua coltivazione. Qui è stato rinvenuto un frantoio che risale al IV – III secolo a.C.
e in località Serra delle Fergole resiste un imponente ulivo con una circonferenza di quasi 8 metri e circa 2.000 anni chiamato il Patriarca. Al Museo Civico Archeologico, che è parte del Complesso monumentale di San Domenico, si possono ammirare le antiche lastre pressorie per la frangitura.

Dall’ulivo c’è chi è riuscito a creare anche un ottimo amaro il “Liquor di Majatica”. È Emanuele Galtieri, un giovane imprenditore che nel suo laboratorio – Galtieri Liquori – crea distillati di vario tipo, anche personalizzati, da assaggiare e acquistare nell’annesso punto vendita.Una piccola bottega ricca di vini locali, liquori e gin davvero unici.
Meritano una visita la Chiesa di Santa Maria della Croce in piazza del Plebiscito e quella della Madonna del Carmine. Prima di andare via, non si può non regalarsi un’altra tappa golosa.

Un’altra specialità sono i Sospiri. Mai nome fu più appropriato per un delicato e soffice dolcetto, ricoperto di glassa.
Manca ancora una tappa per terminare il viaggio attraverso i borghi della Basilicata rurale. (segue)