San Mauro Forte un borgo con pochi abitanti, ma ricco di cultura

In cima alla collina dominata da campi di grano e avena e da distese di ulivi c’è San Mauro Forte, un piccolo borgo, poco popolato ma ricco di cultura e di voglia di rinascere.
Fino agli ‘60 è stato un centro importante come lo attestano la quarantina di palazzi gentilizi. La Torre Normanna domina la vallata con una magnifica vista sui calanchi di arenaria campi di grano e avena e le distese di ulivi.
Il piazzale fino a settembre è presidiato da un “picchetto d’onore” di 54 sculture in terracotta e materiale ferroso a grandezza naturale, che ricordano l’armata di Xi’an ma con testa di nani . “Il crepuscolo dei nani” è opera dello scultore Max Papaschi che vuole raccontare il declino dell’Occidente. L’Istallazione resterà a San Mauro fino a settembre.

Interessante il Museo del Campanaccio, custode della memoria di una festa popolare molto sentita che si svolge per tre giorni a metà gennaio e anima il paese al suono dei campanacci.
Il Palazzo della Cultura ospita una personale di Ingrid Kuris Akis, artista greca, è ed al tempo stesso laboratorio artistico per i ragazzi del paese.
Anima del borgo è l’ Associazione Iris che si impegna per la riqualificazione dei suoi luoghi e affinché tradizioni e riti di un tempo non vadano perdute.

Il capofila è Francomario Belmonte che con passione ricerca nel passato per testimoniare oggi luoghi e sapori.
Attraverso l’associazione è possibile vivere esperienze particolari come visite guidate, feste popolari attraverso i vicoli e luoghi di cultura, tra aneddoti e storia, feste popolari e gastronomia. In una cantina scavata nella roccia abbiamo assaggiato piatti unici della memoria.
Dopo salumi, formaggi, crostini e verdure arriva qualcosa di speciale L’ rvddi , un nome impronunciabile per una bontà speciale. E’ un piatto che i contadini si portavano nei campi; svuotavano una pagnotta da 2 kg e la riempivano di salsiccia, uova, cipolla, pomodoro e peperoni cruschi.

C’è poi la pastorale uno stufato a base di carne di pecora e il caciocavallo impiccato ( appeso sulla brace e una volta ammorbidito, viene spalmato sui crostini di pane n.d.r.).
San Mauro Forte non è solo città dell’olio ma potremo dire anche dei pistacchi grazie a Serrealte, l’azienda agricola che, con ottomila piante, è una delle pochissime in Italia a produrre in biologico.
Questo viaggio nella Basilicata rurale per ora si conclude qui, ma non dimenticate di andare a Pisticci, la patria dell’Amaro Lucano.
In azienda un bellissimo museo narra la storia di Pasquale Vena e di come in 120 anni, dalla sua fondazione ad oggi, l’Amaro Lucano sia ancora un simbolo italiano.
Il nostro viaggio nella Basilicata rurale al momento termina qui, a presto!