Un viaggio nel Vulture Melfese alla scoperta di nuovi itinerari in quella zona della Basilicata, meno conosciuta e più autentica

Inizia a Rionero in Vulture un viaggio alla scoperta della Basilicata rurale attraverso luoghi quasi sconosciuti al turismo di massa, ma ricchi di grandi sorprese.
Sorto alle pendici del Vulture, il vulcano ormai spento da millenni che domina l’area, Rionero è sede del Museo del Brigantaggio. Situato in un edificio del 1400 che nel corso dei secoli ha più volte cambiato destinazione, da “ grancia” (deposito derrate alimentari) del convento, a carcere borbonico a quella attuale.
Il Museo del brigantaggio racconta uno spaccato di storia che inizia a metà dell’ottocento e ha tra i suoi attori principali Carmine Crocco, originario del luogo e generale di un ” esercito” di duemila uomini arruolati nelle campagne, che per anni ha spadroneggiato in quei territori. Nelle ex celle conventuali sono esposti abiti, fucili a doppia canna, cappelli e i monili delle donne, anche protagoniste attive di questo periodo.
Una documentazione multimediale, del Corriere Lucano del 1861, raccoglie gli articoli che parlano del periodo. Oggi il museo ospita mostre ed esposizioni.

A Rionero si trova una delle piùc onosciute aziende di Aglianico del Vulture, vino tra i più pregiati rossi italiani, la famosa Cantina del Notaio .
E’ stata fondata nel 1998 da Gerardo Giuratrabocchetti con sua moglie Marcella, per continuare il percorso intrapreso dal nonno. Ci sono voluti anni di impegno per valorizzare il vino che fino al 1971 veniva chiamato “ vino vecchio” , o un tempo utilizzato per il “taglio”.
La visita alla cantina è una delle tappe da mettere in programma.
Oltre al racconto della storia di questo vino, testimoniata da una raccolta di bottiglie dell’epoca, c’è la storia dell’azienda e dei suoi vini dai nomi curiosi presi dal lessico notarile. Ecco dunque Il preliminare, vino d’ingresso bianco , Atto, Il repertorio, Firma e Il sigillo che sono i quattro rossi. Poi Rogito, attribuito al rosato e La Stipula per lo spumante. Infine c’è Il lascito il blend ottenuto dalle migliori annate degli ultimi 25 anni. La cantina si snoda nel sottosuolo, simile ad un labirinto dove sono conservate botti e bottiglie per l’affinamento, e qui si può ammirare anche un bellissimo presepe meccanico “ fotografia” della storia di questo paese attraverso i suoi personaggi, realizzato da Gerardo Giuratrabocchetti.

Paesaggio di Barile con le cantine scavate nel tufo @R&F
Il nostro viaggio sulla rotta dell’ Aglianico prosegue a Barile. In questo piccolo borgo il dialetto arbëreshë, introdotto da una colonia di albanesi giunti nel 1600, viene ancora correntemente parlato. Le 131 cantine del Parco Urbano scavate nel tufo vulcanico, visibili arrivandoci, custodiscono l’Aglianico DOC. Nel 1964 Pier Paolo Pasolini scelse Barile e i suoi abitanti, come comparse, per girare per alcune scene della natività e della strage degli innocenti per il film II Vangelo secondo Matteo.
Per chi si trovasse in zona in questo periodo sarà suggestivo assistere alla Processione dei Misteri che si tiene il venerdì santo (18 aprile p.v.) con oltre 100 figuranti. Tra questi spicca la figura della zingara che viene ricoperta d’oro dagli abitanti del luogo per allontanarne i malefìci.

Abbazia di San Michele ai laghi di Monticchio @R&F
A pochi chilometri si raggiunge la riserva naturale dei Laghi di Monticchio, per una rilassante passeggiata tra la fitta vegetazione con vista sul lago grande ed il lago piccolo, dove si riflette l’Abbazia di San Michele Arcangelo. Eretta dai Benedettini nel XI secolo, attorno all’omonima grotta di tufo dove si erano rifugiati eremiti basiliani, il grande edificio è costituito da più piani con una chiesa del ‘700 e la cappella di San Michele.
Attualmente l’abbazia ospita il Museo di Storia Naturale del Vulture. Qui si può ammirare la Bramea, una falena notturna unica al mondo scoperta nel 1963 da un entomologo altoatesino, Fred Hartig. Definita “un fossile vivente” salvatosi dall’estinzione, è singolare che un esemplare sia stato trovato sul Vulture visto che sono diffuse nella fascia dell’emisfero che va dall’Etiopia al Giappone. (segue)