Il Prato nel Piatto – La Violetta

L’
inebriante profumo della violetta

Conosciuta come Viola, Violetta o Viola mammola, è un piccolo fiore a cinque petali molto profumato e di colore viola-blu. Vegeta su radure,nei prati,lungo i margini di fossi e muri. Predilige posizioni ombreggiate e terreno soffice. Le foglie sono disposte a rosetta e sono di forma cuoriforme, ottime da aggiungere a una misticanza primaverile. 


Questo fiore è usato come nome femminile e viene associato alla regalità, al potere, alla fiducia e all’intuizione. E’ uno dei fiori di Saturno, indica saggezza spirituale, umiltà e fedeltà, ma anche profondità di sentimento. Si associa al tempo che scorre, ma può capitare di trovare anche delle violette bianche, simbolo di innocenza, riserbo, candore, innocenza, purezza, onestà, sincerità, amabilità, timidezza e modestia.

Le viole e le primule sono i fiori per eccellenza che annunciano la bella stagione e portano il profumo di primavera. Quando giunge la primavera sono felice come una bambina che vede per la prima volta il mare e saluto le mie amiche erbe come amiche speciali che non vedo da lungo tempo, solo che comincio a chiedermi se sentono che quando le incontro, oltre a gioire per la loro bellezza, gioisco anche al ricordo dei loro sapori e profumi..

Sapete, i fiori di violetta sono meravigliosi da mangiare appena colti, il loro sapore ha un carattere deciso e si prestano per farne dei piccoli confetti glassati, ma potete usarli anche per creare dei ghiacciolini profumati che daranno un tocco speciale alle vostre bibite. Sono sì preziosi per completare una misticanza selvatica, ma anche per confezionare torte dolci o salate, per guarnire un piatto, il contrasto creato col suo colore tenace sarà di grande effetto, e poi vi comunico che lo sciroppo di violetta è su-bli-me, oltre ad essere molto buono, è’anche un attimo rimedio contro la tosse perché ha proprietà calmanti sul sistema nervoso, ed è una mano santa per le intossicazioni, almeno così mi disse la mia vecchia maestra d’erbe, ma se ne preparano delle piccole dosi da centellinare. È un fiore molto prezioso la cui fioritura dura veramente pochissimo, e anche se è un fiore che lo si può anche coltivare, io lo prediligo selvatico.

Una grande importanza veniva attribuita a questo fiorellino che può nascere isolato o tappezzare intere coste di sotto bosco. Nel linguaggio dei fiori indica che la buona fortuna è sulla vostra strada. Di fatto nella mitologia troviamo spesso riferimenti a questo piccolo fiore ricco di una personalità unica e marcata. Per cominciare si narra che per gli antichi Greci il nome della violetta fosse Ion, in onore della giovane ninfa che venne trasformata in una giovenca bianca da Zeus per proteggerla dall’ira di sua moglie, molto gelosa. Zeus tramutò le lacrime della ninfa di cui era innamorato, in violette profumate e solo lei aveva il permesso di assaggiare. La stessa Atene è la “città coronata di viole” e nessuna casa ateniese, nessun altare e nessun matrimonio un tempo era completo senza le violette. Persefone stava raccogliendo violette quando venne rapita da Plutone che la portò negl’inferi per sei mesi… Nascono viole dal sangue di Adone amato da Venere, e il dio Vulcano, quando si innamorò di Venere, per sedurla si coronò il capo di viole mammole. Si narra anche che sbocciarono violette quando l’angelo Gabriele annunciò a Maria che sarebbe stata la mamma di Gesù. Tanto piccola, tanto preziosa e importante, piccola dolce violetta, tanto bella sei e carica di mistero e significati ancestrali.

Questi meravigliosi fiori dall’apparenza austera favoriscono il sonno e calmano la rabbia. E’ rimasta testimonianza anche dagli antichi romani che dopo i bagordi notturni, solevano portare un serto di violette sulla fronte, per lenire il mal di testa. Nell’antichità questa pianta era conosciuta per le sue doti curative. Nell’Ottocento invece, i giovanotti portavano fiori di violetta all’occhiello della giacca per indicare che erano ancora celibi.

Della violetta è famosa l’essenza profumata, essenza molto in voga agli inizi del secolo scorso. Nella corte di Francia si ricavava una polvere dai fiori e dalle foglie e veniva cosparsa su tutto il corpo per attenuare i cattivi odori. Oggi invece, a Parma si produce il rinomato “Violetta di Parma”, profumo un tempo amato dalle anziane signore, ora prezioso e ricercato.


Le viole odorose si utilizzano anche nell’industria confettiera per produrre fiori canditi. I bonbons à la violette sono una specialità della città di Tolosa. Se nell’industria dolciaria, i fiori vengono cristallizzati, invece io vi consiglio di provare questa semplice, ma meravigliosa ricetta.



Acqua profumata alla violetta: cogliete un pugno copioso di fiori di violetta e metteteli in infusione in una bottiglia dal collo largo riempita di buona acqua fresca. Lasciate in infusione per 10-12 ore. Quando aprirete la vostra bottiglia sarete pervasi da un profumo intenso di violetta che culminerà quando versata l’acqua profumata in un bicchiere vi appresterete a berla e a rimaner sorpresi dalla bontà e dalla bellezza sprigionata da questa accoppiata vincente, acqua e fiori di violetta! Che meraviglia <3 , un tempo si usavano le violette per aromatizzare il vino che diveniva inebriante, oggi io ve le propongo infuse in acqua per ricordarvi che bere acqua è di vitale importanza per il nostro benEssere, ma se volete profumare il vostro champagne e renderlo ancora più speciale di quello che già è, mettete delle violette sul fondo del calice prima di versare le bollicine. Cin Cin. EvViva la Vita! EvViva noi!!!!


Sperimentate
sempre e abbiate cura di voi che siete l’ingrediente fondamentale
della grande ricetta che è la Vita! Vi abbraccio forte, io son
l’Erbana figlia del Cielo e della Terra,

Beatrice Calia 

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