BIOGRAFILM Festival 2019 – 1

In una finalmente calda e asciutta Bologna di inizio giugno, il primo weekend (dal 7 al 10 ) del Biografilm Festival 2019 è stato ricco di proiezioni e come gli anni precedenti non poteva essere altrimenti. Anche quest’anno sono tanti i film in programma ed in concorso con un buona percentuale di prodotti italiani opere prime e consolidati maestri.
Attraverso il mio programma di sabato 8 giugno posso riassumere una giornata tipo di quelle che spenderò al Biografilm Festival.
Comincio la mattina con una verve di “fantozziana memoria: sveglia , caffè, barba e bidet presto che perdo il tram” , ma fortunatamente non mi devo lanciare dal balcone perché abito ad un piano terra.
La prima proiezione alla quale assisto alle ore 9 è quella di What’s my name: Muhammad Ali di Antoine Fuqua documentario imponente evidentemente pronto per la televisione) montato in 2 parti da 84 e 80 minuti sulla vita del grande pugile, che nonostante il consistente minutaggio è gradevolmente guardabile in un unica sessione, forte di un ritmo narrativo rapido mai ripetitivo e di una colonna sonora consona al periodo storico ed al soggetto raccontato, composta da gemme della blackmusic comprendente brani James Brown e Curtis Mayfield.















Dovendo gestire una vita quasi normale salto a malincuore l’anticipazione mattutina, per recuperarla in seguito di Kemp. My best dance is yet to come di Edoardo Gabbriellini che chi non fosse riuscito a vederlo domenica dovrà vedere Venerdì 14 alle 18.
La seconda proiezione della mia giornata, dopo un pasto leggero consigliabile per il caldo e per il film che lo seguirà è quella alle 16 di Cold case Hammarskjöld di Mads Brügger, film nel Concorso Internazionale di questa edizione del Biografilm Festival e che è già stato vincitore del premio Miglior Regista al Sundance 2019.
Il film-inchiesta di Brügger parte dalle ricerche sul caso irrisolto dell’incidente aereo del 1961 dove perse la vita il segretario delle nazioni unite Dag Hammerskjöld e ci svela una realtà agghiacciante, che supera le peggiori fantasie, fatta di segreti e organizzazioni paramilitari. Tutti i fatti portati alla luce da Brügger sono reali e non fantasie complottiste riportati e riscontrabili su diversi quotidiani internazionali. Doveste perdere l’occasione di vedere questo film è consigliabile leggere questo articolo uscito sul Guardian a gennaio https://www.theguardian.com/world/2019/jan/20/south-africa-weird-sinister-apartheid-mercenary-saimr-keith-maxwell
Brügger, al quale in questa edizione del Biografilm Festival viene tributato omaggio, merita assolutamente per la qualità dei suoi lavori ed i rischi altissimi corsi per realizzarli, la modestia e la disponibilità dimostrata negli incontri con il pubblico in sala, forse molto più di un premio ma sicuramente il nostro tempo.
Dopo un film del genere con lo stomaco chiuso ed il cuore in pezzi mi sono dedicato ad un titolo in programma per la sezione Art & Music che mi ha ridato serenità attraverso uno sguardo sul bello ed il racconto di un grande in: Cinecittà – i mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: no end travelling di Mario Sesti una bellissima intervista al grande maestro del cinema, nella quale Sesti ha volutamente inserito nella composizione narrativa immagini statiche fotogrammi e foto appunto, anziché spezzoni del film, perché queste al cinema sono viste nella loro condizione ideale e perché suscitino la curiosità nello spettatore che si spera avrà voglia di vedere i film dalle quali provengono. Il documentario di Sesti sarà trasmesso sub Sky Arte il 27 novembre.


Io ho finito la giornata alle 21e45 con un film del ciclo Contemporary Lives : Meeting Gorbachev di Werner Herzog, un’ intervista faccia a faccia del grande regista ad una figura importante della storia contemporanea.
La giornata di domenica si è ripetuta circa allo stesso modo, con altre visioni fondamentali tra le quali spicca Push di Fredrik Gertten sul lavoro di Leilani Farahda vedere assolutamente e la casa non avrà più lo stesso valore di prima. Di seguito obbligatoriamente il link per seguire da vicino il progetto The Shift : http://www.unhousingrapp.org/the-shift . MATTEO SIMONETTI

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