Il Prato nel Piatto – La Portulaca


La Portulaca “porcellina”

La
Portulaca è un’erba spontanea che cresce intorno a noi in maniera
molto generosa e copiosa. È facilmente reperibile in campagna,
ma anche in città dove mi è capitato di vederla ricoprire interi
marciapiedi. Viene considerata infestante per la sua diffusione in
giardini ed orti, dove può ricevere acqua, e qui cresce carnosa e
gonfia. È bellissima.
È
un’ erba grassa, e per le sue molteplici proprietà nutritive viene
chiamata amabilmente porcellina o porcellana, erba dei porci o
porcacchia. Mi è stato raccontato che viene chiamata anche “erba
fratesca” dato che veniva donata ai frati mendicanti. Linneo, per
il modo in cui si apre il frutto contenente i semi, l’ha chiamata
“Portulaca oleracea”. Portula significa piccola porta, oleacea
pianta coltivata. Ciò è molto interessante, ci svela che un tempo
la portulaca veniva coltivata, e quindi in passato era parte del
nostro “paniere” alimentare.
Da
qualche anno è diventata una star nell’ambiente spontaneo, forse
per le recenti pubblicazioni inerenti le sue notevoli proprietà
nutrizionali e medicamentose, o perché gira voce che Gandhi abbia
detto che grazie a lei sarebbe possibile debellare la fame nel mondo.
Questa
“super erba” è diffusa ovunque, e la si può coltivare anche su
terrazzi e balconi. Potreste essere fortunati e riceverne in dono
qualche semino dagli amici uccellini che vivono con noi in città e
si nutrono degli abbondanti semi che la portulaca è in grado di
produrre. Mi è capitato che ne “seminassero” alcuni nei vasi del
mio terrazzo. Potete immaginare la mia gioia quando ho visto la
portulaca prosperare tra le mie piante. Cespi che si aprono a
raggiera, ricchi di fusti crussolenti adornati da piccole foglioline
allungate dall’intenso colore verde e dalla consistenza carnosa, e
tanti piccoli fiori di colore giallo che possono variare sul rosso,
che quando diverranno frutto saranno pieni zeppi di piccolissimi
semi.
Sul
banco ortolano delle mie care amiche dell’associazione “SemiLune”,
le ragazze che per settembre organizzano la festa “Erbacce&Dintorni”
a Bracciano, ho potuto notare che vendono anche la portulaca assieme
alle verdure da loro coltivate, ed è sempre molto richiesta.
Credo
che tutti conosciamo di vista quest’erba straordinaria, forse però
non la conosciamo per nome. Cominciamo con il porre attenzione a quei
cespuglietti verdi che crescono ovunque fra le crepe dei marciapiedi
o ai margini delle strade che calpestiamo distrattamente ogni giorno.
Insieme, stiamo andando alla scoperta del vasto mondo delle piante
mangerecce, oggi tocca alla portulaca.
Data
la ricchezza di acqua biologica, potassio, magnesio e vitamina C
della portulaca, e al fatto che ci mette giorni, a volte anche
settimane, ad appassire, in passato veniva utilizzata dai marinai
come pianta anti scorbuto molto preziosa durante i periodi lunghi di
imbarco e navigazione.
Il
popolo per alcune cose mantiene viva la memoria. E la portulaca in
questo viene in aiuto. Difatti da recenti studi è emerso che la
portulaca sia il vegetale più ricco omega 3 preziosissimi per la
memoria, l’orientamento spazio-temporale, l’attenzione, la
fluidità di parola e la velocità di elaborazione dei dati. Dato che
questa “erbetta” migliora le nostre performance mentali, può
rappresentare una mano santa per chi non mangia il pesce come me,
perché mangiando questa pianta, riceveremo la quantità di omega 3
necessaria per la salute del nostro organismo.
Fra
tutte le “malerbe cittadine”, la portulaca è probabilmente una
tra le erbe mangerecce più conosciute. Tutte le sue parti sono
commestibili: foglie, fiori, semi e fusti. Il suo sapore salato e
acidulo, la rendono pregiata da mangiare. 
La trovo ottima aggiunta ad
una insalata mista:

1- Essendo una succulenta è adatta per la preparazione di un insalata estiva dissetante. Si aggiungono le foglioline di portulaca ben lavate a un’insalata di pomodori, cetrioli e cipolle rosse. Insalata che vi consiglio di condire con un trito di capperi, origano e basilico freschi, e un dressing a base di olio evo, un pizzico di sale di Cervia e il succo di un limone bio.

2 –
Un’altra insalata golosa potrebbe essere composta da pomodori
multicolor tagliati a pezzettini e ingentiliti con grani di
pannocchia fresca, sbollentata, salata e sgranata, olive taggiasche
denocciolate, un trito di basilico fresco e nocciole tostate e la
croccante portulaca. Provate questa composizione condita con olio,
sale fino integrale e limone, o acidulato di humebosci.

C’è
chi utilizza la portulaca ridotta in crema spalmabile, personalmente non amo questa versione, perché la sua ricchezza di
mucillagine per i miei gusti la rende troppo “gel-osa” e
flaccida.
Se
avete avuto l’accortezza di serbarne i piccolissimi semi, potete
utilizzarli interi oppure macinati, aggiunti all’impasto del pane o
al gomasio per renderli ancor più saporiti e nutrienti.
Da
tenere ben a mente
è il fatto che quest’erba va utilizzata cruda
se vogliamo trarne vantaggio. Così le vitamine e i sali minerali
restano inalterati, mentre con la cottura andranno distrutti.
Se
avete tempo da dedicare alle provviste invernali, potreste pensare di
creare un agro di foglie e rametti più teneri di portulaca da
conservare sott’aceto o in salamoia. In estate, la portulaca è
talmente diffusa che vi consiglio di mangiarne copiosamente, in
inverno, invece, potrete gustarla aggiunta ad antipasti o contorni,
se avrete avuto l’accortezza di prepararla da mettere in dispensa
con gli eccessi dell’orto: conserve, marmellate, sottaceti,
fermentati, oli, verdure e frutta secca, ecc.

Madre
Natura si prende cura di noi con la sua bellezza e la sua ricchezza,
ricambiamo prestandole attenzione e cura, ciò benedirà noi e Lei.
Bene,
siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,
larga è la via, dite
la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna
Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi
abbraccio forte, Beatrice Calia, l’Erbana.

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